Roberto Jonghi Lavarini, classe 1972, è sposato con Veronica ed ha tre figlie: Beatrice, Ludovica e Margherita. Laureato in Scienze Politiche alla Università Statale di Milano, lavora per la storica impresa di famiglia Istituto Ganassini di Ricerche Biochimiche Spa. Per anni si è occupato di gestione di patrimoni immobiliari, locazioni, compravendite e ristrutturazioni edili. Ha avuto esperienze professionali anche di relazioni pubbliche ed istituzionali, organizzazione di eventi, sicurezza ed investigazioni private.

E’ vice presidente di Aristocrazia Europea, e promotore della associazione culturale Grande Milano. Cristiano fedele alla Tradizione, è Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e Volontario del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta. Patito di araldica, tradizioni popolari ed enogastronomia, è molto legato alle radici Walser della propria famiglia. Collabora con diverse testate giornalistiche ed associazioni, culturali e patriottiche. Spesso è invitato, in veste di opinionista, a trasmissioni radiofoniche e televisive.

Appassionato studioso di storia, antropologia e geopolitica, da sempre, coerente militante e dirigente della destra sociale (MSI, AN e Fiamma), è stato, per dodici anni, consigliere e presidente di zona a Milano. Oggi è presidente del movimento Fare Fronte, membro della Fondazione Identità e Tradizioni Europee (ITE), del Movimento Internazionale EuroAsiatico e del World National-Conservative Movement (WNCM).

Alle prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018, si candida alla Camera dei Deputati, con la coalizione di centrodestra, nella lista patriottica di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, in difesa della nostra sovranità nazionale, della giustizia sociale, della identità, della sicurezza e del benessere del popolo italiano, con particolare attenzione alle famiglie, alle imprese ed ai ceti produttivi, ed ai settori più deboli e bisognosi della nostra società. Le proposte specifiche che porterà in Parlamento sono quelle per la nostra sovranità monetaria e militare: la nazionalizzazione della Banca d’Italia, la revisione di tutti i trattati internazionali, l’uscita dell’Italia dall’EURO e dalla NATO, una stabile alleanza euroasiatica con la Russia di Vladimir Putin.

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